Lavorare e progettare per una comunità significa cogliere e partecipare alla vita delle persone che la compongono e la animano.
Si tratta sempre d’interpretare e favorire l’intero sistema relazionale, valorizzando con rispetto e delicatezza peculiarità e caratteristiche comuni.
In particolare lavorare per comunità fragili significa poter dare un contributo al miglioramento del tessuto sociale.
molte mie attività a servizio di persone e gruppi con fragilità economiche e sociali hanno questo tipo d’ispirazione e molto importanti sono la partecipazione ed il confronto.
Anche la comunità parrocchiale rappresenta un’occasione di progettazione condivisa, per immaginare e realizzare luoghi che vedranno i momenti più importanti della vita dei suoi membri: le nascite, i matrimoni, le esequie.
Via Rasario, Figino – Borgo sostenibile
Descrizione:
Un progetto di architettura sociale, abitare inclusivo e social housing inserito nel complesso del Borgo Sostenibile di Figino, uno degli interventi di nuova residenza e servizi nella cintura metropolitana milanese.
L’appartamento accoglie fino a cinque abitanti, oltre agli operatori, ed è stato riconfigurato per rispondere alle esigenze del nuovo gruppo attraverso una progettazione centrata sulla qualità dell’abitare, l’accessibilità, il benessere psicofisico e la personalizzazione degli spazi.
Il progetto integra l’applicazione del metodo RAH Colour, finalizzato a costruire ambienti cromaticamente coerenti con le preferenze e l’identità degli abitanti, con la progettazione e realizzazione su misura di tutti gli arredi. Lo spazio domestico diventa così un ambiente riconoscibile, accogliente e capace di sostenere le diverse esigenze di autonomia e convivenza.
Particolare attenzione è stata dedicata alle camere doppie, dove sono stati progettati arredi a ponte su misura. Questi elementi organizzano lo spazio senza interromperne la continuità, garantendo permeabilità visiva, funzionale e luminosa e, allo stesso tempo, introducendo un filtro capace di definire adeguati livelli di privacy e comfort individuale.
Committente:
Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale
Filosofia:
Nella ricerca sulla progettazione abitativa e sull’architettura per il benessere, il mio obiettivo costante è generare condizioni spaziali capaci di avvicinare le persone a una sensazione di felicità.
È un obiettivo ambizioso, perseguito attraverso strumenti e conoscenze differenti — dalla biofilia al Feng Shui, fino al metodo RAH Colour — integrati in un processo progettuale fondato sull’ascolto e sull’interpretazione delle esigenze delle persone.
Nel progetto di spazi per la fragilità, questa ricerca assume un significato ancora più rilevante. L’architettura può contribuire a mitigare il senso di isolamento, il disagio e i limiti imposti dalle condizioni personali, costruendo ambienti in cui bellezza, armonia, accessibilità e personalizzazione diventano strumenti concreti di benessere e qualità della vita.
L’obiettivo non è semplicemente realizzare spazi funzionali o conformi ai requisiti dell’abitare assistito, ma progettare una casa inclusiva, capace di riconoscere l’identità di ciascuno e di sostenere, attraverso la qualità dell’ambiente, le relazioni e la costruzione di una quotidianità più serena.
Sostenibilità ambientale e sociale:
La sostenibilità del progetto è principalmente sociale e si esprime nella capacità dell’abitazione di adattarsi alle esigenze delle persone e della piccola comunità che la abita. La personalizzazione cromatica, gli arredi su misura e l’organizzazione degli spazi favoriscono benessere, autonomia, privacy e inclusione, migliorando la qualità della convivenza.
La progettazione di elementi flessibili e durevoli consente inoltre di ottimizzare l’uso degli spazi esistenti e di prolungarne la capacità di rispondere nel tempo a esigenze abitative differenti, secondo un approccio di architettura sostenibile e adattabile.
Team:
La progettazione cromatica nasce da un lavoro condiviso con Andreea Hartea, fondatrice del metodo RAH Colour.
Via Gabetti, Milano – Cenni di cambiamento
Descrizione:
Si tratta di un progetto di architettura sociale e inclusiva per la riqualificazione di un appartamento abitato da persone con differenti età, capacità cognitive, condizioni di mobilità e modalità di comunicazione.
La necessità di intervenire sugli impianti ha rappresentato l’occasione per ripensare l’organizzazione degli spazi, degli arredi e dei materiali secondo criteri di accessibilità, personalizzazione, benessere abitativo e progettazione inclusiva.
Il progetto ha utilizzato il metodo RAH Colour, basato su test di associazione implicita. Per rendere il percorso realmente accessibile agli abitanti, il test è stato adattato attraverso immagini evocative e cartoncini colorati, favorendo una modalità di partecipazione comprensibile anche alle persone con maggiori difficoltà comunicative.
Le palette cromatiche emerse hanno restituito identità, preferenze e memorie individuali. Nelle camere da letto il colore è diventato quindi uno strumento di personalizzazione dello spazio privato: murature, soffitti, arredi e dettagli sono stati coordinati secondo la palette di ciascun abitante.
Negli spazi comuni, invece, le diverse identità cromatiche si sono intrecciate in una palette condivisa, capace di costruire armonia, riconoscibilità e senso di appartenenza all’interno della piccola comunità domestica.
Committente:
Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale
Filosofia:
Abitare significa prima di tutto riconoscere uno spazio come proprio. In questo progetto di architettura per persone con disabilità, la personalizzazione cromatica diventa parte integrante della qualità abitativa e del benessere della persona.
La progettazione degli ambienti privati e comuni interpreta le esigenze della singola persona e, contemporaneamente, quelle della piccola comunità. Il colore diventa così un dispositivo progettuale capace di favorire orientamento, comfort percettivo, riconoscibilità degli spazi, espressione dell’identità e relazioni sociali.
L’obiettivo è superare l’idea di un ambiente semplicemente attrezzato, per costruire una casa inclusiva, accessibile e capace di accogliere le differenze, in cui la qualità estetica contribuisce concretamente alla qualità della vita.
Sostenibilità ambientale e sociale:
La sostenibilità del progetto è innanzitutto sociale: la riorganizzazione dell’appartamento valorizza la permanenza e la qualità dell’abitare attraverso soluzioni personalizzate, partecipate e inclusive. Il coinvolgimento diretto degli abitanti nella definizione delle scelte cromatiche riconosce preferenze, capacità espressive e identità individuali, trasformando lo spazio domestico in uno strumento di benessere, autonomia, appartenenza e coesione della comunità.
L’intervento si fonda inoltre sul riuso e sulla riqualificazione dell’esistente, limitando le trasformazioni non necessarie e prolungando il ciclo di vita dello spazio abitativo.
Team:
La progettazione cromatica nasce da un lavoro condiviso con Andreea Hartea, fondatrice del metodo RAH Colour.
Via Capuana, Milano
Descrizione:
Nel cuore di Quarto Oggiaro, a Milano, il progetto di riqualificazione dello Spazio Piccoli, spazio diurno per un CPA – Centro per l’Autismo, interpreta l’architettura sociale come strumento concreto di cura, inclusione e rigenerazione dei contesti di vita.
L’intervento è dedicato a bambini e ragazzi dai 3-4 anni fino ai primi anni della scuola secondaria e affronta il tema della qualità ambientale negli spazi per la neurodiversità, con particolare attenzione al rapporto tra percezione, benessere e identità.
In un organismo edilizio già funzionalmente adeguato, il progetto ha individuato nel colore una leva progettuale capace di trasformare profondamente l’esperienza dello spazio, applicando il metodo RAH Colour, un approccio innovativo che utilizza la progettazione cromatica come strumento per favorire il benessere psico-fisico e relazionale.
Committente:
Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale
Filosofia progettuale:
Non essendo possibili trasformazioni architettoniche radicali, e partendo da ambienti già adeguati sotto il profilo funzionale, la progettazione si è concentrata su una componente spesso considerata accessoria ma, in realtà, strategica anche per l’architettura inclusiva: il colore.
Attraverso test di associazione implicita, il metodo RAH individua palette cromatiche personali connesse a esperienze positive custodite nella memoria. Il colore diventa così un vero e proprio dispositivo spaziale e percettivo, capace di influenzare l’atmosfera degli ambienti, la loro riconoscibilità e la relazione emotiva con i luoghi quotidiani.
Il percorso progettuale è iniziato con il test RAH rivolto agli operatori del Centro, per costruire una palette comune in grado di rappresentarne identità, sensibilità e memoria. Ne è nato un ambiente in cui la progettazione cromatica è parte integrante della qualità dello spazio: una riqualificazione a basso impatto materiale e ad alta intensità relazionale, capace di generare nuove percezioni e restituire energia e senso di appartenenza a chi vive quotidianamente il Centro.
Sostenibilità sociale:
La sostenibilità sociale del progetto nasce dalla scelta di valorizzare le risorse esistenti, evitando trasformazioni edilizie invasive e concentrando l’intervento sulla qualità dell’esperienza spaziale. Una riqualificazione a basso impatto materiale, nella quale il colore diventa uno strumento di architettura inclusiva e di benessere ambientale.
Il progetto è stato costruito attraverso l’ascolto e il coinvolgimento degli operatori, partecipi nella definizione della palette cromatica comune. Gli spazi sono così il risultato di un processo di progettazione human-centred, capace di rafforzare identità, senso di appartenenza, riconoscibilità e qualità sensoriale dell’ambiente.
Sostenibilità sociale significa, in questo caso, progettare per le persone, creando luoghi accoglienti e inclusivi che favoriscano il benessere, valorizzino la neurodiversità e migliorino concretamente la qualità della vita di chi li abita ogni giorno.
Team:
La progettazione cromatica nasce da un lavoro condiviso con Andreea Hartea, fondatrice del metodo RAH Colour.
Villa Janine e il centro di cultura africana
Descrizione:
area: 25.941 mq di cui 1914 mq per superficie edificata.
Il progetto prevede il restauro e la ristrutturazione delle fabbriche esistenti nonché la nuova edificazione di un edificio adibito a cucina e ristorante oltre ad una nuova convention hall. Ricettività prevista per 74 persone in camere, alloggi e suite. Sale conferenze, bar, ristorante e zone attrezzate per laboratori. Tutti i fabbricati saranno restaurati con tecniche tradizionali e materiali autoctoni nel rispetto e nella storia delle costruzioni tipiche dell’Africa occidentale. I nuovi edifici saranno costruiti in materiali e tecniche ecosostenibili.
In particolare la casa Palabra, proposta per le caratteristiche architettoniche quale patrimonio dell’Unesco, sarà restaurata quale opera dell’arte africana.
Committente:
BUNDU SaS (Société d’Actions Simplifiée)
Filosofia:
Il progetto ha, alla base di tutte le strategie e le progettazioni messe in atto, la sostenibilità ambientale e sociale. In particolare promuove lo sviluppo economico e sociale per le nuove generazioni dell’area. Le attività saranno pertanto orientate alla formazione professionale e scientifica, divulgazione della cultura africana, incubazione di imprese innovative. Il design degli spazi aperti e di quelli costruiti restituisce l’immagine di un ambiente originario in evoluzione e confronto con la modernità.
Sostenibilità:
la sostenibilità è l’obiettivo primario del progetto.
Sostenibilità sociale:
come accesso turistico a prezzi calmierati, promozione di nuova imprenditorialità, formazione professionalizzante, recupero di saperi antichi, etnici e identitari, promozione dello sviluppo economico di popolazioni povere.
Sostenibilità ambientale:
orto biologico, salvaguardia della biodiversità nelle due aree forestate, tecniche e materiali per il restauro biocompatibili, area biofilica con presenza animali, arredi di ecodesign, efficentamento energetico.
Team:
Arch. Donatella Forconi – progettista, coordinamento scientifico
Ing. Ivo Scargetta - consulente strutturista
Mohamed Minthé - rilievo topografico
Gassimou Diallo – agronomo, studio botanico
Prof. Elhadj Ibrahima BAH - Storico
Ing. Fadia Diallo - Ingegnere edile
Naima Pages - amministrazione e progettazione
Adramet Barry - amministrazione e progettazione
DEMO 3
Descrizione:
Al piano terra di un edificio di edilizia economica e popolare il progetto prevede un coworking del terzo settore: uffici, un laboratorio di sartoria e un laboratorio per piccole riparazioni di attrezzature. Il giardino circostante sarà co-progettato e co-realizzato con i condòmini e utilizzato per attività ed eventi conviviali e di socializzazione. Un piccolo appartamento, del “progetto albergo diffuso”, accoglierà temporaneamente studenti o persone a basso reddito in cerca di una casa a prezzi calmierati.
Committente:
ABITARE SOCIALE METROPOLITANO IMPRESA SOCIALE SRL
Filosofia:
Il progetto di questi piccoli spazi si inserisce nel più ampio progetto dell’albergo sociale diffuso ( Comune di Milano) creando uno spazio di coworking sociale che promuove attività di servizio e di socializzazione per gli abitanti del quartiere.
Sostenibilità:
la sostenibilità sociale permette, a costi contenuti, la rivitalizzazione di spazi di degrado e in disuso, a servizio di imprese sociali e in relazione alla vita e alle attività degli abitanti del condominio e degli immobili della zona. La possibilità di dare in affitto a prezzi calmierati a studenti un piccolo appartamento rende accessibili abitazioni altrimenti ormai riservate solo ad alcune fasce di reddito.
La sostenibilità ambientale è data da un riuso dell’esistente con riduzione al minimo delle macerie, da interventi di efficientamento energetico e dalla rigenerazione di vecchi arredi da ufficio e/o di seconda mano.
Team:
Arch. Donatella Forconi, progettazione e direzione lavori,
Arch. Eugenio Marchetti, sicurezza e accatastamento.
Spazio neutro (Figino)
Descrizione:
“Borgo sostenibile” a Figino è un quartiere di housing sociale costruito con i più avanzati criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Un piccolo edificio in posizione baricentrica sulla piazza, un piano terra accoglie oggi gli spazi progettati per “Spazio neutro” un servizio qualificato per la gestione degli incontri tra bambini e genitori in famiglie con conflitti aperti. L’immobile si presentava non finito e non ripartito con strutture divisorie all’interno. Gli spazi creati con il progetto, utili alla funzione contenuta, hanno un particolare dinamismo dei volumi e i colori dei pavimenti e delle superfici ne aumentano le prospettive e gli scorci. L’effetto è la dilatazione di uno spazio un po' in movimento e in comunicazione diretta, al piano strada, con i giardini e la piazza grazie anche alle grandi pareti vetrate.
Committente:
SPAZIO APERTO SERVIZI SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE
Filosofia:
Nel progettare gli spazi, nello scegliere i materiali, i colori e gli arredi, si è tenuto conto delle storie, spesso drammatiche, degli utenti. Per questo è stata aggiunta morbidezza e pacatezza: un tavolo tondo invece di una scrivania, una nota delicata di colore, percorsi e spazi ampi, luminosi e pacificanti. Spunti per sensazioni e buone relazioni.
Team:
Arch. Donatella Forconi – progettista
Arch. Giacomo Penco – Direttore Lavori
Ing. Luigi Sgobaro – Progettista impianti, direttore lavori impianti
Ex casaro a Fallavecchia
Descrizione:
Le attività produttive agricole dell’antico borgo di Fallavecchia sono legate alla storia dell’Abbazia di Morimondo. Il borgo, pur mantenendo le caratteristiche produttive rurali, ha anche un’interessante valenza culturale per tutto il territorio del Parco Agricolo Sud di Milano. Lo studio di fattibilità per il restauro e la valorizzazione dell’edificio adibito a caseificio (detto ex casaro) prevede la trasformazione funzionale e la destinazione degli spazi per attività culturali, di formazione e didattica, attività ricettive finalizzate alla valorizzazione delle caratteristiche del territorio agricolo ed infine il caseggiato accoglierà un museo della civiltà contadina.
Committente:
SPAZIO APERTO SERVIZI SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE
Filosofia:
La volontà di valorizzare gli elementi della cultura rurale e delle sue tradizioni, di recuperare gli immobili degli antichi borghi rurali e di poter fruire attraverso percorsi e strutture ricettive di un territorio, come quello dell’hinterland milanese e nel caso specifico del Parco Agricolo Sud mira a creare un nuovo approccio a territori considerati a volte solamente extra-urbani. Il progetto si inserisce in una più ampia progettazione dell’area che valorizza risorse naturali, agricole e ricettive.
Sostenibilità:
Sostenibilità sociale: la struttura sarà gestita da una Cooperativa Sociale che eroga servizi sociali. La sostenibilità sociale è una delle principali mission della società ed i progetti di gestione ed animazione della struttura saranno tutti improntati a tali valori.
Sostenibilità ambientale: I materiali biocompatibili per il restauro, gli involucri e i sistemi impiantistici saranno in linea con i più aggiornati sistemi di efficientamento energetico. Sarà inoltre elaborato uno specifico piano di gestione dei rifiuti da demolizione secondo i più recenti criteri di rispetto ambientale: previsto il recupero dei materiali riutilizzabili e conferimento differenziato, previa demolizione selettiva, dei restanti.
Team:
Arch. Donatella Forconi progettista architettonico e coordinamento
Ing. Ivo Scargetta progettista strutture
Geom. Gabriele Crisanti – computi metrici e quadro economico
Arch. Sabrina Latino - allestimenti ed editing
Ing. Giovanni Rossetti (Diadema International Srl) – progettista impianti
Casa Tina
La villa, donata dalla benefattrice da cui ha preso il nome all’Associazione Con Voi, è stata ristrutturata ed oggi accoglie n 5 alloggi per famiglie fragili e donne in difficoltà sociale e familiare. La struttura, dotata di un grande giardino, accoglie anche un centro diurno a servizio dell’infanzia del territorio comunale oltrechè delle famiglie residenti.
Committente: Associazione con Voi.
Filosofia: la limitazione di fondi ha fatto si che ogni scelta ritenuta necessaria fosse orientata al benessere e alle necessità delle famiglie ospitate, l’ottimizzazione degli spazi e l’armonia di materiali e colori favoriscono la convivenza e le relazioni sociali.
Team: Arch. Donatella Forconi - progettista e direttore lavori / Ing. Ivo Scargetta - consulente strutturista / Ing. Giancarlo Capponi - consulente impianti / Arch. Giacomo Nasini - collaboratore.
Complesso parrocchiale dei Santi Severo ed Agata a San Mariano di Corciano (PG)
Area d’intervento 5.530 mq. La chiesa è di circa tot 700 mq compresa cappella feriale e vani accessori. Gli uffici parrocchiali e aule catechistiche occupano complessivamente circa 460 mq, la casa canonica circa 240 mq su due piani, il salone parrocchiale 280 mq.
Committente: Parrocchia dei Santi Severo ed Agata.
Filosofia: la chiesa costruita è stata definita la prima chiesa “in classe A” in Italia, oltre quindi all’attenzione all’ambiente ha seguito criteri di sobrietà e identità volta a caratterizzare un luogo centrale in nuovo quartiere in espansione.
Team: Capogruppo Arch Donatella Forconi, Arch. Samanta Bartocci, Arch. Erika Bonacucina, Ing. Ivo Scargetta, Ing. Giancarlo Capponi, Arch. Patrizia Ciotti, Ing. Fernando Lugli, Liturgista Padre Silvano Maggiani.
Ufficio direzioni lavori: Arch Donatella Forconi, Ing. Ivo Scargetta, Ing. Giancarlo Capponi.
Centro civico a Sambuceto di San Giovanni Teatino (PE)
Il centro civico si sviluppa su tutta la superficie della piazza principale della città e comprende il municipio, un centro anziani, biblioteca, parcheggi urbani, una piazza attrezzata per il mercato, aree di sosta e un giardino di servizio ai servizi culturali e di residenza degli anziani
Committente: Amministrazione comunale di San Giovanni Teatino.
Filosofia: il centro civico è stato pensato con le caratteristiche dell’edificio intelligente a risparmio energetico e secondo criteri di sostenibilità ambientale. I diversi servizi sono stati articolati in volumi e spazi in stretta relazione tra loro, quasi a comporre un unico organismo architettonico. Ogni funzione del complesso è strettamente legata all’altra in un unicum che favorisce l’integrazione sociale.
Team: capogruppo Arch. Giovannino Ricci, progettisti: Arch. Donatella Forconi, Arch. Dante D’Addazio, Arch.Eleonora di Eleonora, Arch.Sara Margapoti, Arch. Romana Di Fabio.
Collaborazione alla progettazione del campus universitario di Camerino
Progetto: Raffaele Mennella con Umberto Cao e la collaborazione di Cherubino Gambardella.
Collaboratori: Sabrina Ersilia d’Aries, Romana Angela Di Fabio, Donatella Forconi, Maria Teresa Granato, Stefano Lo Parco, Valeriano Vallesi.
Opere strutturali: Angelo Lalli.
Responsabile del procedimento: Gian Luca Marucci.
Impresa: SAPEC spa, Roma.
Incarico della progettazione: marzo 1998
Elaborazione del progetto dal preliminare al costruttivo: 1998 – 2002
Dati dimensioni dell’intervento: 1° Lotto, 8.476 mc, completato nell’estate del 2002.











